Le afte sono alterazioni dolorose del cavo orale che si formano sulla parte interna di guance, labbra, gengive, e lingua. Hanno una forma rotonda o ovale, sono di colorito bianco-grigio e sono circondate da un alone rossastro.
In base alle dimensioni, si distinguono in afte minori (le più frequenti, con dimensione inferiore a 1 cm che si risolvono spontaneamente in 1-2 settimane), afte maggiori (più grosse di 1 cm e con tempi di guarigione che vanno dai 10 ai 30 giorni) e AFTE erpetiformi (le meno frequenti, di dimensioni minuscole ma numerose e confluenti tra loro). Si tratta di un problema parecchio diffuso non solo tra gli adulti, ma anche nei bambini: cosa provoca le afte nei più piccoli? E quali rimedi e precauzioni si possono adottare? Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo e i consigli della Dott.ssa Francesca Bragastini dello studio di ortodonzia di Verona “Sorridi con Piacere”!
Perché vengono le afte ai bambini?
Le cause specifiche che si celano dietro le afte orali sono tutt’oggi incerte, ma tra i fattori coinvolti si ritrovano il funzionamento del sistema immunitario, intolleranze alimentari, traumi locali (provocati da apparecchi, bevande o cibi bollenti, denti fratturati ecc.), fattori emotivi, eccessiva esposizione a tensioattivi aggressivi (che si trovano nei dentifrici) e carenza di vitamine o altri nutrienti. Nei bambini, le motivazioni che scatenano le afte sono per lo più legate al cibo (troppo duro, salato, acido o caldo), agli strumenti sbagliati (come i dentifrici contenenti sodio laurilsolfato o gli spazzolini con setole troppo dure) o ad infezioni batteriche.
Come prevenire le afte?
La prima regola per evitare l’insorgere di afte è la corretta igiene orale: il bambino va infatti avvicinato fin da piccolo a questa pratica, fornendogli tutti gli strumenti più indicati per la sua età ed esigenze (a cominciare da spazzolino e dentifricio). Lavarsi bene i denti può prevenire dunque non solo le afte, ma anche altri eventuali problemi di salute legati a questo aspetto. Anche l’alimentazione gioca poi un ruolo chiave nella prevenzione delle afte: è opportuno infatti evitare bevande e alimenti salati, acidi o bollenti, che potrebbero contribuire alla loro formazione.
Come curare le afte ai bambini?
In linea di massima, le afte si risolvono spontaneamente, e i tempi di guarigione variano a seconda della gravità del disturbo, andando dalla settimana ai 30 giorni. Ci sono tuttavia alcuni rimedi, sia naturali che farmacologici, che possono alleviare il disturbo nei bambini:
- Fermenti lattici vivi: favoriscono la regolare funzionalità dell’intestino e innalzano le difese immunitarie, contribuendo alla cura delle afte.
- Alimenti ricchi di vitamina C, propoli, aglio e malva: sono tutti alcuni alleati utili per alleviare il dolore. L’aglio addirittura può essere strofinato direttamente sull’afta per accelerarne la scomparsa, mentre la malva può essere somministrata sotto forma di infuso.
- Spazzolino con setole morbide e dentifricio delicato: per evitare eventuali irritazioni delle gengive che possono presentarsi in concomitanza alle afte e per combattere i batteri cattivi della bocca. Anche gli sciacqui a base di acqua e bicarbonato sono consigliati.
- Cibi semisolidi, liquidi, freddi o tipiedi: questi sono gli alimenti da preferire in concomitanza di un’afta, evitando al contrario quelli piccanti, acidi, speziali o salati.
- Acqua: il bambino che presenta delle afte deve idratarsi costantemente, questo per trovare un po’ di sollievo dal dolore e per agevolare la guarigione.
- Su consiglio del pediatra, si possono utilizzare degli sciroppi antiacido o dei prodotti lenitivi locali in forma di gel, spray o collutori. In alcuni casi, si può prevedere anche un ciclo di antidolorifici.
In ogni caso, le afte sono solite scomparire in autonomia dopo qualche giorno ma se il problema dovesse persistere o preoccuparvi, è opportuno confrontarsi con il pediatra e il dentista per trovare una soluzione consona al problema che affligge il vostro bambino. Inoltre, se dovessero verificarsi più di 3 episodi di aftosi nel corso dell’anno, potrebbe trattarsi di aftosi ricorrente: se così fosse, è importante segnalare il problema al pediatra in modo da poter effettuare gli approfondimenti diagnostici del caso.