Lo sapevate che, nel corso della nostra vita, sviluppiamo non una, non due, ma ben tre tipi di dentizione? La prima è la decidua, caratterizzata dai cosiddetti “denti da latte”, la seconda è la mista, che vede la convivenza tra denti da latte e definitivi, e la terza è la permanente, quella tipica degli adulti. Ma come avviene il passaggio tra una dentizione e l’altra? E da quali caratteristiche sono composte? Ecco tutto quello che dovete sapere a riguardo!
La dentizione decidua: le caratteristiche
I denti da latte, o decidui, si caratterizzano per la forma più piccola, il colore più chiaro e le cuspidi meno accentuale rispetto ai denti permanenti. La dentizione decidua è composta da 20 denti: otto incisivi (4 superiori e 4 inferiori), quattro canini (2 superiori e 2 inferiori) e otto molari (4 inferiori e 4 superiori); in questo caso, non esistono i premolari decidui. Questi compaiono ai 6 mesi di vita, anche se non esiste un periodo di riferimento preciso, e finiscono di formarsi intorno ai 30 mesi. All’incirca intorno ai 6 anni invece, si verifica un naturale processo di cambiamento della dentizione verso quella permanente, che termina circa a 13 anni, quando si raggiunge un totale di 28 denti. Infine, la terza serie di molari, noti come “denti del giudizio”, si presentano nella maggior parte delle persone quando si trovano nella tarda adolescenza, fino ai 25 anni circa.
Quali sono i sintomi della dentizione?
Non c’è un calendario preciso quando si parla di dentizione nei bambini: si sa solo che si verifica tra il sesto mese e il terzo anni di vita. Quando spuntano i primi dentini, è probabile che i piccoli soffrano di attacchi sporadici di febbre o diarrea, oltre a presentare una salivazione abbondante, le gengive infiammate e sensibili, la tendenza a rifiutare il cibo, l’irritabilità e la difficoltà ad addormentarsi. A tutti questi sintomi, il neonato cerca di porre rimedio e di trovare un po’ di sollievo mettendo in bocca le manine o degli oggetti. In alternativa, si può pensare di adottare dei massaggiagengive o degli appositi gel rinfrescanti per tranquilliate il bambino. Inoltre, è consigliabile portare il piccolo da un odontoiatra già a partire dai 3 anni di età, per mantenere sotto controllo la salute dei denti e intervenire nei casi in cui dovesse essere necessario.
Quali sono le differenze tra dentizione decidua e permanente
Come accennato in precedenza, la dentizione permanente si verifica a partire dai 6 anni di età e termina intorno ai 25. Tra i 6 e i 12 anni inoltre, si ha un periodo inter-transizionale dove si ha una dentizione mista, ovvero, caratterizzata da elementi sia appartenenti alla dentatura decidua che permanente. Al contrario di quella decidua, la dentizione permanente è composta da 32 denti, distribuiti tra l’arcata superiore ed inferiore: 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari.
È bene tenere a mente che, in alcuni casi, potrebbero presentarsi alcuni problemi nel momento della dentizione permanente, come ad esempio:
- Il dente da latte non cade o quello permanente non esiste.
- L’esistenza di denti soprannumerari, che possono causare dei disagi nel momento della fuoriuscita dei denti permanenti.
- La comparsa di una malocclusione, ovvero, un allineamento incorretto dei denti.
In tutti questi casi, è bene affidarsi ad un odontoiatra per assicurarsi della salute dei propri denti.