La carie dei denti è una delle malattie degenerative più comuni in ambito odontoiatrico. Si tratta di un problema che danneggia profondamente i tessuti duri del dente (dentina e smalto) ed è dovuto alla presenza dei batteri che proliferano all’interno della placca e del tartaro che si accumulano nell’arcata dentaria. Per evitare problemi futuri è sempre bene correre ai riparti chiedendo un consiglio ad un ortodontista specializzato.
La carie del colletto dentale è un fenomeno cariogeno frequente e insidioso, per questo motivo è importante individuarla nella sua fase iniziale e intervenire attraverso appositi trattamenti di odontoiatria conservativa.
Come riconoscere una carie del colletto
Il colletto è quella parte del dente che si trova tra la radice e la corona. Si tratta di una sezione dentale in cui tendono ad accumularsi elevati livelli di placca e tartaro e dove lo smalto, essendo meno strutturato, è più vulnerabile.
Per queste ragioni le carie al colletto dentale tendono a svilupparsi più frequentemente, progredendo rapidamente verso la polpa e dando origine a lesioni profonde.
Per prevenire situazioni simili è importante riconoscere tempestivamente la formazione di una carie al colletto. In una prima fase la carie tende a manifestarsi in maniera piuttosto impercettibile e poco visibile con un’iniziale alterazione del colore dello smalto, ma col passare del tempo iniziano a comparire i primi sintomi:
- Sensibilità agli sbalzi di temperatura;
- Cambiamento della struttura e consistenza dello smalto fino ad arrivare a creare una cavitazione
- Dolore anche acuto nel caso delle lesioni più profonde;
Quali possono essere le cause
Le cause che portano alla formazione delle carie vengono generalmente classificate in due diverse categorie: endogene ed esogene.
Le cause endogene
Le cause endogene sono quelle che intervengono nelle prime fasi del processo cariogeno:
- Qualità e quantità della saliva: la composizione della saliva è la principale responsabile dell’acidità della bocca; ha inoltre una funzione antimicrobica, immunitaria e protettiva nei confronti degli agenti cariogeni. Quando per qualsiasi ragione si verifica una riduzione della secrezione salivare, accompagnata ad una maggiore viscosità e ad un minor ph, i denti sono più esposti all’azione batterica.
- Caratteristiche dell’arcata dentaria: anche le caratteristiche strutturali dei denti incidono sulla formazione delle carie. Gli spazi interdentali o il basso grado di mineralizzazione sono tutti fattori determinanti nello sviluppo dei processi cariogeni.
- Reflusso gastroesofageo e patologie quali anoressia e bulimia.
Le cause esogene
Le cause esterne agiscono direttamente sulla superficie dentale:
- Accumulo di placca: è il principale responsabile della formazione di carie e porta alla formazione di una patina adesa sulla superficie dei denti dove proliferano numerosissimi batteri;
- Alimentazione: un’alimentazione caratterizzata da eccessivo consumo di alimenti zuccherini altera il naturale equilibrio batterico della bocca, favorendo la formazione delle carie;
- Scorretta igiene orale: per prevenire la formazione di carie è fondamentale una corretta igiene orale. È consigliato lavare i denti dopo ognin pasto utilizzando dentifrici al fluoro. Per una pulizia più accurata è importante utilizzare anche il filo interdentale e ricorrere ad un’igiene orale professionale almeno ogni 6-12 mesi. In presenza di apparecchio fisso multibracket l’igiene orale risulta fondamentale nella prevenzione della patologia cariosa al livello del colletto e nella formazione di white spot.
- Fumo: il fumo, oltre a ingiallire i denti, favorisce lo sviluppo delle carie a causa dell’elevata concentrazione di zuccheri contenuta in alcune tipologie di tabacco.
Come curarle
La cura delle carie è un’operazione molto comune in ambito odontoiatrico la tipologia di intervento da adottare dipende dallo stato di avanzamento del processo cariogeno:
- Stadio iniziale/intermedio: nei casi meno gravi la cura consiste in un’accurata pulizia della zona del dente cariata e alla sua successiva otturazione.
- Stadio avanzato: talvolta il processo carioso può andare in profondita’ fino ad arrivare alla polpa del dente, causando una forte sensibilita’. In questi casi potrebbe essere necessario ricorrere alla devitalizzazione del dente e successiva otturazione